Il Massaggio: un modo per prendersi cura di sè e di volersi bene
Hai mai avuto un mal di schiena, un torcicollo, problemi di gambe gonfie?.
Soffri di forti nevralgie, avete la cervicale dolorante o sei in perenne lotta con la tua cellulite?
Chi almeno una volta nella vita non ha avuto a che fare con questi tipi di “malanni” come si usava dire una volta?
Ebbene uno dei rimedi più antichi ed efficaci per la cura di queste piccole o grandi problematiche
con le quali dobbiamo, chi più chi meno, convivere quoridianamente è il massaggio*.
Un sistema di cura antico che è tornato prepotentemente di moda e che offre importanti garanzie
di successo per la cura di tanti problemi legati ad esempio alla vita stressante o alla cattiva alimentazione.
Un massaggio rilassa, cura, decontrae, sgonfia, modella in maniera del tutto indolore, anzi spesso
e volentieri molto piacevole e rilassante.
In molti paesi soprattutto del nord Europa è una tecnica usata da anni e che offre la possibilità,
attraverso la creazioni di centri specializzati, della socializzazione delle persone.
Esistono numerose tecniche e scuole di pensiero per effettuare questa antichissima pratica, ognuna di esse con le proprie caratteristiche, ma tutto con lo stesso identico scopo: quello di fare stare bene le persone.
Perchè dunque privarsi di una possibilità del genere?
In Italia negli ultimi anni si è riscoperto questa tecnica curativa con la creazione di numerose spa, ovvero centri appositi dove poter godere di una serie innumerevole di trattamenti, dai massaggi appunto, alla sauna, al bagno turco, alla doccia finlandese ecc. ecc.
Fare un massaggio dunque è ritagliarsi quell’ora di “godimento” personale per cui si ha l’occasione
di prendersi cura di se’ stessi e di volersi bene.
E al giorno d’oggi ne abbiamo tutti davvero un gran bisogno.
Breath-test: da febbraio nel nostro centro
Siamo lieti di informarti che dal 3 febbraio, nel nostro centro, sarà possibile eseguire il Breath-test. Per spiegarti meglio di cosa si tratta e quali sono i beneffici per la tua salute abbiamo chiesto alla Dott.ssa Annarita Baldassari, responsabile di questo nuovo servizio, di spiegarci di cosa si tratta. Buona lettura.
L’Ansia
Quando i pazienti entrano in studio, spesso raccontano di sentire una serie di emozioni indifferenziate, ad alta intensità, accompagnate da sintomi fisici e psicologici come :
Genitori: un aiuto per i disturbi alimentari
I disturbi alimentari sono ormai una realtà consolidata e in continua espansione, una di quelle patologie che si muove tanto velocemente quanto la nostra società, ovvero con una dimensione del limite sempre più debole.
I traumi dentali – Intervista alla Dott.ssa Donatella Franchina
Sempre guidati dal desiderio di dare risposta alle vostre domande più frequenti, abbiamo effettuato questa intervista alla Dott.ssa Donatella Franchina, odontoiatra del nostro centro specilista in Conservativa ed Endononzia, riguardo i traumi dentali.
Psicoterapia: una nuova visione e le risposte ai dubbi più frequenti – A cura del Dott. Massimo Del Vecchio
Spesso le persone si affacciano timidamente e con paura alla psicoterapia, le riserve più comuni riguardano i tempi, i costi, le modalità: prevalentemente sconosciute alla maggior parte dei pazienti.
“Lei non sa chi sono io!” Ti arrabbi spesso?
Un pittore che apprezzo moltissimo, Pieter Brueghel, nel quadro “I dodici proverbi fiamminghi” ha rappresentato la rabbia sotto forma di un uomo giovane, muscoloso, che a petto nudo e con il capo avvolto in un lenzuolo, da craniate contro un muro. Nella didascalia del proverbio scriveva: “L’iracondo fa il danno di se stesso”.
Non ci vuole tanto per far sentire meglio una persona, eppure…
-”Dov’é la “X” della 15?. Sig.ra, lei è la “X” della 15?”
- Buongiorno Dottore, si, o meglio, no, io sono Mercedes Viola
Poi ci siamo capiti, lui diceva “X” come sintesi della diagnosi per la quale sono stata ricoverata, e 15 per il numero di camera, ed era il chirurgo che passava il giorno dopo l’intervento a controllare l’andamento, e siccome mi ha visto in piedi e “spiritosa”, ha considerato che stavo bene e se ne è andato, lasciandomi con tutte le domande che da quando mi ero svegliata il giorno prima, dopo l’intervento, avevo da porgli.
Panico, paura di impazzire: cosa fare? – A cura del Dott. Stefano Vanni
Molt
e volte si presentano nel mio studio persone che mi descrivono in modo minuzioso il loro problema, la loro paura di impazzire, di morire, e le innumerevoli strategie per proteggersi da queste sensazioni, strategie che possono essere farmacologiche, di evitamento degli eventi stimolanti, percorsi di sofferenza spesso legati a indagini strumentali dolorose e invasive, ecc ecc- ma che alla domanda: “Come va la Sua vita?” rispondono sorpresi e un po’ indispettiti: “Bene, perchè?“
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